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LA “SUBDOLA” FELICITÀ

Questa mattina ho letto un articolo, di una nota testata giornalistica nazionale, nel quale si parlava di una forma “pericolosa” di SUBDOLA DEPRESSIONE. Questo mi ha dato lo spunto per scrivere con lo scopo di evidenziare alcuni aspetti del funzionamento mentale che, paradossalmente, possono risultare dannosi anche se condotti a fin di bene.

Preoccuparsi di ciò che può danneggiarci è essenziale al fine di non assumere comportamenti che possano essere controproducenti e, quando si tratta di questioni che riguardano il benessere psicologico, questo risulta ancora più importante. Dobbiamo, tuttavia, tenere conto del fatto che pensare di stare male può farci stare male davvero.  Questo fenomeno, in psicologia, prende il nome di “profezia che si auto avvera”. Nel caso dell’articolo in questione l’argomento era proprio incentrato sull’aspetto subdolo del “probabile malessere”, quindi, proprio per via del fenomeno appena enunciato, corriamo il rischio di individuare un disturbo là dove non ve ne è nemmeno traccia. La preoccupazione di poter stare male può determinare la ricerca continua dei sintomi portandoci, letteralmente e paradossalmente, allo stato al quale volevamo sottrarci. Questa può indubbiamente sembrare una brutta notizia perché se funzioniamo in questo modo risulta facile immaginare che potrebbe proprio essere questa la causa principale della subdola depressione. In realtà la soluzione consiste nell’imparare ad usare lo stesso meccanismo che permette a certi pensieri di rendere reali certi sintomi. Il trucco consiste nell’andare cercare “sintomi” del benessere. Per questo ho intitolato l’articolo che stai leggendo “LA SUBDOLA FELICITÀ”. Infatti, se iniziamo sistematicamente a cercare, in noi stessi, segnali di benessere inizieremo, GRAZIE ALLA NOSTRA VOLONTÀ, a sentirci meglio. Come psicologo del benessere consapevole vorrei sottolineare che, in questo caso, ciò che può fare davvero la differenza è la consapevolezza di voler stare bene e, nel momento in cui sappiamo che questo è il nostro profondo desiderio, accadrà che andremo alla ricerca di tutti quei segnali, anche quelli più piccoli e quasi impercettibili, che confermino questo dato di fatto ed entreremo in un circolo virtuoso del benessere che ci permetterà davvero di stare bene.  La consapevolezza di voler stare bene parte dal sentirsi, intimamente e profondamente, meritevoli di questo benessere attuando verso noi stessi un comportamento compassionevole e benevolo che ci permetta di NON dover fingere di stare bene ma di stare bene davvero! Ancora una volta la consapevolezza si dimostra il punto chiave per attuare un cambiamento verso un miglior benessere. Una consapevolezza che parte dal guardarsi dentro senza mentirsi e nell’accettare ciò che siamo, assieme al nostro passato, accogliendoci con incondizionato e amorevole rispetto.

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