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LA PRATICA MEDITATIVA

le tradizioni contemplative buddhiste si fondano su di una dottrina che, più di qualunque altra, si esplicita mediante il tema della consapevolezza. Buddha, attraverso i suoi insegnamenti, chiamati Dharma, indica dei fattori mentali attraverso i quali l’individuo può cogliere l’essenza e la natura dell’esperienza umana che consisterebbe nell’aspirazione, nella fiducia, nell’attenzione e nella consapevolezza del proprio Essere in quanto tale.

TESTIMONIANZE STORICHE

Di questo vi sono diverse testimonianze scritte di cui possiamo citare, ad esempio, l’Abhidhamma che definisce gli insegnamenti del Buddha dal punto di vista filosofico e psicologico (Kiyota,1978). Oppure la Vishuddimagga che tratta in maniera più specifica il tema della meditazione (Buddhaghosa, 1976).

Mindfulness originariamente traduce il termine sanscrito sati,” di grande ampiezza semantica e difficilmente traducibile con una sola parola.

”Sati”è memoria del presente e presenza mentale, è conoscenza di ciò che accade in campo fenomenologico (Bodhi, 2011).

Sati”, nella tradizione buddhista, è una facoltà che occorre coltivare come strada per giungere alla riduzione delle sofferenze umane, che sono considerate connesse ad una percezione erronea di un IO individuale permanente. Superare questa illusione permetterebbe il raggiungimento di un equilibrio emozionale e di un benessere psicologico duraturi.

La pratica meditativa è, in ultima analisi, volta a ridurre ed eliminare la sofferenza legata a una scorretta comprensione della realtà. Questo, secondo la più antica cultura spirituale buddhista, si può ottenere percorrendo il nobile Ottuplice Sentiero partendo dalle seguenti  Quattro Verità:

I) “La sofferenza fa parte della natura e dell’esistenza umana”

II) “L’origine della sofferenza è l’attaccamento, l’avversione e  la visione errata”

III) “La cessazione della sofferenza è possibile”

IV) “Il percorso per la cessazione della sofferenza esiste ed è l’OTTUPLICE SENTIERO”

 Il Nobile Ottuplice Sentiero che guida la pratica dell’ideale di vita buddhista è il seguente:

I)  “Retta Comprensione (samma ditthi)”

II) “Retto Pensiero (samma sankappa)”

III) “Retta Parola (samma vaca)”

IV) “Retta Azione (samma kammanta)”

V) “Retta Condotta di vita (samma ajiva)”

VI)  “Retto Sforzo (samma vayama)”

VII) “Retta Consapevolezza (samma sati)” 

VIII)  “Retta Concentrazione (samma samadhi)”

Bibliografia:

  • Buddhaghosa, B. (1976). Vissuddhimagga (The Path of Purification). Shambala, Seattle.
  • Bodhi, B. (2000). A comprehensive manual of Abhidhamma. Seattle, BPS Pariyatti Editions.
  • Kiyota, M. (1978). Mahayana Buddhist meditation. Theory and practice. University Press, Hawaii.(Kiyota, 1978).

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